INGANNATI
Racconto palestinese, storia di immigrazione

19 luglio 2026, ore 21.00
Genova – La Claque
via di San Donato, 9 – INGRESSO LIBERO

tratto da “Uomini sotto il sole” di Ghassan Kanafani
di e con Nicola Pannelli
collaborazione alla regia Carlo Orlando
elementi scenici Pietro Pannelli
A cura di Narramondo Teatro e Viva Viva Palestina

“Uomini sotto il sole” scritto da Ghassan Kanafani nel 1961, è uno dei più famosi romanzi della letteratura araba contemporanea. Racconta la storia di tre emigranti palestinesi clandestini che, chiusi dentro un’autocisterna, cercano di attraversare il deserto per raggiungere il Kuwait e con esso una nuova vita. Un testo che è chiave d’accesso a luoghi di asperità e dolcezza, dove vive la propria e attualissima tragedia un popolo intero. Chi vuole conoscere quell’umanità e comprenderne a fondo le ragioni, chi vuole sentir battere il cuore pulsante, poetico e tragico della questione palestinese, deve conoscere lui: Ghassan Kanafani.

Evento all’interno delle iniziative “25° Genova 2001-2026”

RASSEGNA STAMPA
Alcuni estratti

“Magnifico esempio di teatro di narrazione.” Corriere Mercantile, Genova
“Pannelli anima d’attore”. Il Secolo XIX, Genova
“Una pièce dalla personalità fortissima, che riesce a tenere letteralmente incollati alle poltrone” Il Roma, Napoli
“Il miracolo della fabula che rende la parola viva di immagini, di forme e odori è ciò che compie Nicola Pannelli nel suo spettacolo “ingannati”. Corriere del Mezzogiorno, Napoli
“Una narrazione grondante sudore e adrenalina” www.klpteatro.it

 

NOTE DI REGIA
Il teatro di narrazione ha oggi acchiappato una larga fetta del teatro in Italia, perché è “la voce sola” quella che nel frastuono assordante riesce ancora a farsi ascoltare. Raccontare una storia è poi un gesto così riconoscibile e semplice che nell’attrice o nell’attore che narrano ci si può più facilmente specchiare.  Sono ragioni importanti, ma non bastano.
Il teatro di narrazione richiama ad una necessità, ad un’urgenza che altri hanno smarrito per strada. Teatro politico, civile, narrazione impegnata, orazioni: tutto questo è soprattutto racconto e come tale dilaga nel pubblico senza intontirlo, senza azzerarlo. Al contrario, con i pochi mezzi che ha, il racconto ha bisogno del pubblico e della sua fervida immaginazione, per quanto sottoposta a continue rapine. Ma non è tutto.

Raccontare a teatro significa anche superare dei limiti, non solo stilistici, ma culturali e politici oltreché necessariamente geografici, significa approdare in terre più o meno volutamente oscurate sulle mappe dei nostri riferimenti abituali – televisione, giornali e tribune – più o meno intenzionalmente emarginate dai nostri brevi orizzonti visivi.

Così eccoci qua. La scelta di Ghassan Kanafani risponde ad una passione di lungo periodo. Le sue storie, il suo stile, nonché la sua militanza politica, rappresentano una testimonianza profonda e inconfutabile di una cultura, quella palestinese, che ha radici profonde, ricchezza e originalità indiscutibili. “Uomini sotto il sole” non è soltanto un capolavoro riconosciuto della letteratura araba, è anche la chiave d’accesso a luoghi di asperità e di dolcezza, dove vive la propria e attualissima tragedia un popolo intero. Per chi vuole entrare in una materia viva, fatta di strappi violenti e lacerazioni insanabili, per chi vuole conoscere quell ’umanità, che ha subito quegli strappi e che respira e si muove e che continua a lottare con quelle lacerazioni, c’è lui: Kanafani. Chi vuole centrare il cuore pulsante, poetico e tragico, della questione palestinese deve mirare a Ghassan Kanafani. Non è un caso che lo stesso sia stato fatto, in modo tutt’altro che metaforico, dai servizi segreti israeliani quando lo hanno voluto togliere di mezzo – insieme con la nipotina – in un attentato.

L’AUTORE
Ghassan Kanafani, modello culturale di tutta una generazione e tra i piú famosi intellettuali della letteratura araba contemporanea è nato ad Acri nel 1936, quando la Palestina era sotto il mandato Britannico. Nel 1948 con la nascita di Israele si sposta in Libano, poi a Damasco ed in Kuwait, nel 1960 viene chiamato a Beirut dove dirigerà la parte letteraria della rivista del Movimento Nazionalista Arabo. Nel 1969 diviene il direttore dell’organo ufficiale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina. L’impegno politico a fianco del suo popolo lo porterà a far parlare di “Letteratura della Resistenza” per designare l’attività letteraria di autori che hanno espresso nelle loro opere l’impegno politico e il coinvolgimento diretto nelle vicende del popolo palestinese. L’8 Luglio 1972 a Beirut, un ordigno esplosivo fa saltare in aria la macchina in cui si trovano Ghassan Kanafani ed una sua giovanissima nipote. L’attentato, attribuito ai servizi segreti israeliani, mette fine alla vita di uno degli intellettuali di maggior spicco della cultura palestinese ed araba in genere.


NICOLA PANNELLI
Nato a Como il 26 maggio 1966. Diplomato alla scuola di recitazione del Teatro Stabile di Genova nel 1991.Tre anni di canto lirico presso il conservatorio di musica “Niccolò Paganini” di Genova.
In teatro ha lavorato principalmente con Valerio Binasco, Cristina Pezzoli, Marco Sciaccaluga. Ha lavorato con il Teatro Stabile di Genova a partire da Anna Laura Messeri e poi con Benno Besson, Massimo Mesciulam, Marco Sciaccaluga, Guido De Monticelli, Vittorio Gassman, Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani; per il Centro Teatrale Bresciano con Massimo Castri; per il Teatro Stabile del Veneto con J.Lassalle e con Giuseppe Emiliani; con il Teatro Stabile di Bolzano con Fausto Paravidino; per il Teatro Stabile di Torino con Valerio Binasco e Filippo Dini.
Ha lavorato anche con Giampiero Rappa, Gloriababbi Teatro e Veronica Cruciani. Ha fatto parte della Popular Shakespeare Kompany (PSK), la Compagnia fondata da Valerio Binasco nel 2012. Ha lavorato anche per il cinema (1999 Fandango “Il partigiano Jonnhy” regia Guido Chiesa; 2004 Fox and Gould “Keawe” regia di Valerio Binasco; 2014 La trattativa regia di Sabina Guzzanti; 2020 Il muto di Gallura di Matteo Fredi; 2022 Esterno notte di Marco Bellocchio;) e la televisione (2000 Love and War in the apennines regia di J.K Harrison; 2021 La porta rossa, 2020 Non mi lasciare; 2020 Un passo dal cielo 6). Ha fondato a Genova nel luglio 2001 la Compagnia Narramondo Teatro, che è stato ed è il luogo di ricerca sulla tragedia contemporanea, sulla memoria e sulla resistenza. Con Narramondo ha curato la direzione artistica dell’Altrove Teatro della Maddalena a Genova da novembre 2013 a luglio 2018. Dal 2023 collabora con Viva Viva Palestina in tutti gli eventi a sostegno del popolo palestinese.

+ info: http://www.nicolapannelli.com

Viva Viva Palestina
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